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Politica
In centinaia alla manifestazione organizzata dall´associazione "Noi cittadini". Da lunedì rischio chiusura per scuole e uffici pubblici
Tutti in piazza contro la città discarica
07/11/2009
“Perché paghiamo la tassa rifiuti? A chi vanno tutti questi soldi?” urla un signore ancora tutto bagnato di pioggia. “È una vergogna! Non si respira più!” sbraita un´anziana signora, impermeabile e occhialoni. “Voi tutti parlate di cose difficili – inneggia un ragazzo dal microfono – ma noi siamo stanchi di parole. Noi vogliamo che si tolga la spazzatura dalle strade, punto e basta. A noi, di chi sia la responsabilità, di tutti questi discorsi, scusate l’espressione, ma non ce ne fotte un cazzo”. L’aula consiliare di Bagheria è piena di gente, affollata come non la si vedeva da chissà quanto tempo. È sabato mattina. Dopo un breve corteo sotto la pioggia, la manifestazione cittadina sull’emergenza rifiuti continua dentro il municipio. È la prima volta, da diversi anni a questa parte, che la fantomatica “società civile” di Bagheria dà una prova concreta della propria esistenza. Le persone mobilitate sono alcune centinaia. Tante le associazioni e movimenti presenti con i propri rappresentanti, ci sono quelle di contrada Monaco, di Aspra e delle contrade Consona Incorvino Amalfitano, l’Associazione antiracket guidata da Pippo Cipriani, poi esponenti delle parrocchie – Padre Stabile e Padre La Mendola - e soprattutto le scuole. La maggior parte della gente venuta alla manifestazione, infatti, sono studenti delle scuole superiori bagheresi. In aula consiliare, a replicare, prendendo talvolta insulti e provocazioni, c’è il sindaco Biagio Sciortino. Poi assessori e consiglieri. “Questa mattina – dice l’ingegnere Tommaso Impellitteri (nella foto in basso), tra i principali organizzatori dell’iniziativa – stiamo vivendo un momento di autentica democrazia partecipata. I cittadini manifestano il loro dissenso, esprimono le loro opinioni, senza nessuno sponsor politico. Ecco cosa vuol dire lavorare attivamente per la propria comunità, al di là di ogni strumentalizzazione”. E già sarebbe una gran cosa.
“Chiudiamo le scuole”. Dopo lo sfogo del preside dell’Itc Provenzani, raccolto pochi giorni addietro da 90011.it, adesso sono tutte le scuole di Bagheria che minacciano fuoco e fiamme. Solo i licei e gli istituti superiori, infatti, contano più di 5mila alunni. Un piccolo “esercito” che potrebbe fare parecchio rumore se si decidesse di attuare una protesta organizzata. “Sono uno studente dell’Istituto D’Arte – racconta al microfono un ragazzo – e da noi la situazione è invivibile. Il cortile è ridotto a uno schifo. Carte, cartacce, rifiuti di ogni tipo se ne stanno lì da mesi e nessuno viene a raccoglierli. Siamo rimasti tre giorni senza acqua. E ci sono i topi. Usciamo a ricreazione e vediamo i topi che scappano”. Situazioni simili pressoché in tutte le scuole di Bagheria, punto di riferimento per un territorio che va da Baucina a Villabate e Misilmeri. “Noi vogliamo solo che si rispettino i nostri diritti – dice un altro giovane – se l’immondizia non viene tolta, noi non facciamo scuola in queste condizioni”. E giù applausi. “Chiudere le scuole”, infatti, è il ritornello che gira in bocca a tutti, studenti e professori. “Ragazzi, comprendo perfettamente il vostro disagio – risponde il sindaco – lunedì io e gli altri sindaci dei comuni vicini ci incontreremo con l’ufficiale sanitario, il dottor Scalici, e se questa situazione va avanti saremo costretti a chiudere scuole e tutti gli altri uffici pubblici”.
Tutti per la differenziata. “Differenziata, subito!”. “Non vogliamo gli inceneritori!”. Ecco la “proposta” della manifestazione, il Verbo della folla, ripetuto e urlato soprattutto in direzione del sindaco. “Dobbiamo fare in modo – dice Impellitteri – che si predispongano gli atti per fare partire un serio progetto di raccolta differenziata”. Perché questo è “il futuro”, la “soluzione migliore”. Ma, come nota qualcuno, “come si fa a insegnare a scuola l’educazione ambientale, il rispetto della natura, la raccolta differenziata, quando fuori le strade sono ridotte ad un porcile? Quando gli amministratori, che dovrebbero dare l’esempio a tutti, hanno combinato un simile papocchio?”. Tra le urla, gli applausi, e la confusione generale, interviene anche un imprenditore che da 15 anni si occupa di gestione rifiuti e differenziata, Michele Raspanti, attuale presidente del Cna di Bagheria. “Da quando ho quest’attività – dice – sento sempre i politici, i consiglieri comunali, gli assessori, che parlano di differenziata. Ma mai che si faccia niente di concreto”.
Nino Fricano
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