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Vivi Bagheria...e dintorni
Il critico d’arte e sindaco della cittadina trapanese a Bagheria per presentare il suo ultimo libro
Arriva il ciclone Sgarbi: "Presto tanti verranno nella mia Salemi"
10/12/2008
Sul suo sito web personale colleziona articoli ripresi da BBC, Times, Guardian, Fox. Parlano tutti di lui e dell´idea di mettere in vendita a un euro le case del centro storico della “sua” Salemi. Del resto, da quando è diventato sindaco del paese della Valle del Belice, Vittorio Sgarbi è diventato un caso internazionale. Insieme agli assessori della sua giunta-star va in giro a presentare libri e concedere interviste, ma sopratutto non perde occasione per raccontare cosa sta accadendo in quel paesino del Trapanese in cui lui è primo cittadino. Nel suo tour promo-istituzionale ha fatto tappa anche a Bagheria, dove era atteso insieme al suo assessore alla Creatività (l´unico al mondo), il fotografo Oliviero Toscani. A dire il vero, nella città delle ville il sindaco di Salemi è arrivato da solo e con oltre un´ora di ritardo. «Toscani? Siamo stati insieme a Palermo per una conferenza stampa contro le pale eoliche che deturpano il paesaggio. Ho dimenticato a dirgli dell´appuntamento a Bagheria, ma anche se glielo avessi detto non sarebbe venuto. Lui preferisce sempre correre al Castello ad inventarsi qualcosa per fare dimostrare ai giovani di essere vivi». Signore e signori, ecco a voi Vittorio Sgarbi.
«A Bagheria c´è un patrimonio culturale superiore a quello di molte altre città – afferma il noto critico d´arte - Qui vi è, oltre alle ville, la casa di Silvestre Calì e Pina Cuffaro, una delle poche abitazioni in Italia che hanno conservato il fascino e l´arredo del 1948. E´ un vero bene superiore che andrebbe preservato e valorizzato». Sgarbi va a ruota libera, quasi dimentica di dovere presentare il suo libro “Clausura a Milano e non solo. Da suor Letizia a Salemi (e ritorno)”. Ma forse, riflettendoci bene, Sgarbi non fa altro che presentare se stesso, e di conseguenza i suoi scritti. Parla della sua idea di cultura («le cose più dannose per il patrimonio artistico - dice - sono il turismo, simile a un vero e proprio delitto, e il restauro, o “riqualificazione”, come spesso chiamano quello che in realtà è un vero e proprio rifacimento»). Scherza sull´aula consiliare del Comune di Bagheria («Se si dovesse descrivere cos´è l´orrido, quest´aula consiliare lo rappresenta benissimo. Non c´è nulla di peggio degli architetti che vogliono inventarsi qualcosa di nuovo»). Infine racconta la sua esperienza di politico: «Io sono il primo garibaldino che passa da Salemi dopo 150 anni - afferma - Con me il paese ha avuto un restauro d´immagine. Prima che arrivassi, era conosciuto per tre cose: Garibaldi, il terremoto e i fratelli Salvo. Ora è un posto che incuriosisce, un paese della Sicilia in cui arrivano ogni giorno giornalisti e gente da ogni parte del mondo».
Verissimo. Cronisti e curiosi vanno a Salemi per vedere cosa stia accadendo. Chiedono di Sgarbi e dei suoi assessori-artisti tra cui spiccano, oltre a Oliviero Toscani, anche il futurista con delega al Nulla Graziano Cecchini; il mercante d’arte Peter Glidewell, incaricato di occuparsi di Cultura e Agricoltura; il principe di Raffadali, Bernardo Tortorici Montaperto. In giunta ci sono anche quattro assessori “autoctoni”, tra cui il vicesindaco (Antonino Scalisi) che, dice Sgarbi, «meno fa, più è contento». Parole che in altri casi basterebbero a mettere in crisi ogni accordo, ma con il sindaco Sgarbi non ci sono schemi che tengano. Nemmeno lo stereotipo principale della Sicilia, Cosa Nostra, resiste al ciclone venuto da Ferrara: «La mafia ìn Sicilia non esiste più - spiega - intendo dire che ci sono ancora i mafiosi, ma non hanno più potere, non riescono più a condizionare. Un po´ come accade in Parlamento, c´è la Mussolini ma non c´è più il fascismo». La gente sorride, nessuno replica. Del resto, com´ha detto di recente il senatore del Pdl Marcello Dell´Utri proprio nel corso di un incontro a Salemi: «Vittorio, tu sei l´antimafia. Se non altro perché con te i mafiosi entrano in confusione».
Giusto Ricupati
Foto di Giuseppe Fricano
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