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Cose di Mafia

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“Tremila euro per ogni appartamento”, Bagheria nella morsa del racket

L´asse Scaduto - Mineo aveva imposto il pizzo in maniera capillare. Nella morsa imprese edili, agenzie di scommesse e altre attività commerciali

04/02/2009

 

90011.it - “Tremila euro per ogni appartamento”, Bagheria nella morsa del racket                                                                                                                                                                                          Altro che “isola felice”. A Bagheria il pizzo si paga. Eccome.
Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia culminate con i 96 arresti dell´operazione “Perseo” non sembrano lasciare spazio a dubbi. Dalle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare con cui sono finiti in manette, tra gli altri, i bagheresi Pino Scaduto, Gino Mineo, Onofrio Prestigiacomo e Sergio Flamia, emergono segni di un’attività estorsiva che nella città delle ville non ha mai allentato la presa. I boss dei vari mandamenti ne discutevano spesso a Bagheria con Pino Scaduto, pronto a cercare sconti per gli imprenditori di sua conoscenza ma allo stesso tempo rigido nel pretendere i pagamenti delle imprese che si trovavano nel “suo” mandamento.

Prezzo fisso. «Tremila euro ad appartamento» era la richiesta di cui parlavano i due titolari della “Due Esse Costruzioni” in un’intercettazione del novembre 2007. Una situazione chiarita meglio durante un´altra conversazione avvenuta circa due settimane prima, tra uno dei due titolari dell’impresa edile ed un compaesano, a quanto pare bene informato. Scrivono gli investigatori « (Dalla conversazione ndr) si capiva che il primo, avendo ricevuto segnali per “mettersi a posto”, si informava su chi fossero i referenti mafiosi a cui rivolgersi». E il suo interlocutore fa presto ad informarlo: «A Bagheria comandano Pino Scaduto e Gino Mineo».


L´accordo con l´imprenditore. Quello dell´estorsione a Giuseppe Gagliano, imprenditore edile bagherese, è solo uno dei tanti casi. La richiesta imposta alla sua ditta era pari al 3% dell´importo incassato per ognuno dei tre lavori effettuati a Palermo nei mesi precedenti. In tutto 54 mila euro (poi scesi a 45 mila grazie alla mediazione di Scaduto) da versare al mandamento di Porta Nuova. Ma Gagliano non si trovava in buone condizioni economiche, motivo per cui aveva ritardato i pagamenti e declinato una richiesta d´appuntamento avanzata dal mafioso incaricato di riscuotere il pizzo, Vincenzo Di Maria. La mossa dell´imprenditore bagherese non era piaciuta e la risposta era stata immediata: un atto intimidatorio e il furto di un ponteggio dal cantiere. A quel punto Gagliano si sarebbe rivolto a Pino Scaduto chiedendo di mediare in suo favore, fatto puntualmente avviene il 3 novembre scorso con un incontro nell´ormai famosa abitazione di contrada Vicinale Motta a cui partecipano Pino Scaduto e i due affiliati alla famiglia di Porta Nuova, Domenico Lo Iacono e Vincenzo Di Maria. Bastano pochi minuti e l´accordo è fatto: Scaduto garantisce che Gagliano pagherà a rate da poche migliaia di euro, ma fino all´ultimo centesimo, in cambio potrà riavere il ponteggio («Gli dica che mi viene a cercare che problema non ce n´è» dice Di Maria) e si dovranno “quantificare” gli altri lavori che ha intrapreso.

I bookmakers Il pizzo era stato imposto anche a diverse agenzia di scommesse da poco aperte a Bagheria, alcune delle quali avevano cercato di mediare. A parlarne è il collaboratore di giustizia Andrea Bonaccorso, in passato appartenente al clan dei Lo Piccolo: “C´erano stati i Fontana dell´Acquasanta, Fontana dell´Acquasanta che hanno aperto un´agenzia di bookmaker sempre pure a Bagheria e allora lui, Scaduto, voleva sapere da me come si doveva comportare con questi Fontana perché dice: già loro non lo sanno prima di andare in un posto di domandare se prima potevano aprire, non potevano aprire, allora i Lo Piccolo mi hanno dato lo sta bene, dice: quello che ci vuoi fare ci fai, vah, ci vuoi dare fuoco”.

L´interessamento dei catanesi. Nel caso di un´altra agenzia di scommesse si era invece trovato l´accordo: “Persone di Santapaola... vicine di Santapaola (storica famiglia mafiosa catanese, ndr) – racconta Bonaccorso – avevano aperto un´agenzia a... hanno aperto un´agenzia di squadre bookmakers a Bagheria e Pino Scaduto gli aveva mandato Sergio Flamia per, diciamo per l´estorsione, quelli l´hanno fatto sapere a Catania e Catania siccome noi avevamo contatti con i Santapaola l´hanno fatto sapere ai Lo Piccolo e Lo Piccolo mi ha detto: Andrea ci vai da Pino e gli dici che questa è una cosa mia personale, che non ci passano più dalla strada. [...] Ah, ma lui mi ha detto: ma interessa a noi, avevamo detto che volevamo aprire noi quest´agenzia... comunque poi l´hanno lasciata stare”.

La cornetteria. Imprese edili, bookmakers, ma anche attività commerciali di altri settori. Come nel caso di “una cornetteria vicino il bar Caravella” che, dice Bonaccorso ai magistrati, era finita nel mirino del racket: “Per ordine di Nardo Greco doveva uscire i soldi del, diciamo, doveva pagare ogni mese e gli... avevano chiesto i soldi per... i soldi di tutti gli anni che lavorava qua, in più da ora in poi doveva uscire...”.

Nuovi scenari. Le estorsioni di cui discutevano i boss di diversi mandamenti non sono probabilmente casi isolati. Gli uomini di Cosa nostra parlavano di questioni problematiche, in cui gli interessi mafiosi avrebbero potuto entrare in collisione, e cercavano quindi dei compromessi. Ma lo scenario del racket a Bagheria potrebbe essere molto più complesso, con decine di imprese disponibili a pagare silenziosamente il pizzo ai picciotti del mandamento di Bagheria. Migliaia e migliaia di euro che finivano nelle casse di Scaduto e compari senza che vi fosse motivo di discussione tra “capi”. Un panorama preoccupante e ancora tutto da delineare. Un solo fatto è certo: “l´isola felice” bagherese non è mai esistita.


Giusto Ricupati

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francescocapp 05/02/2009 7.25
Grazie Salvuccio per il tuo commento che si conclude con giusti interrogativi: "Perchè sono tutti così bravi a fare retorica, mentre poi, quando ci sono FATTI da commentare, non parla nessuno? è una caratteristica di Bagheria e dei bagheresi? è paura, omertà, disinteresse, rassegnazione, o cosa?". Io un termine adattabile forse l´ho trovato: ASSUEFAZIONE!!! E´ la peggiore condizione umana, perché induce a prostituirsi con depravato servilismo... tanto da soffocare LA DIGNITA´ già nell´utero materno!!! Come trovare un antidoto? C´è uno ed un solo modo: capire che OGNI SINGOLO CITTADINO E´ DETRMINANTE!!! E che la passività degli IGNAVI appesantisce i pochi attivi fino ad ucciderli nella maniera più impensabile...!!! Ecco un esempio concreto: clicca su questo link: http://francescocappello.splinder.com/post/19764622/ATTENZIONE%3A+chi+attacca+sgarbi
è una pagina del mio blog dove ho appena postato una testimonianza che DEVE fare riflettere: quella del giovane Giuseppe Gatì, 23enne, protagonista di una coraggiosa protesta a sgarbi…

Salvuccio 05/02/2009 0.21
Questo è un articolo preoccupante e inquietante...gli imprenditori edili che discutono su "chi comanda"...poi le agenzie di scommesse, la cornetteria..tutti posti che conosciamo e che magari frequentiamo pure...la mano della mafia è dappertutto, o almeno così sembra, a Bagheria..dove sono le decine di commenti che tempestano il sito quando si parla di politica o cavolate varie? Dov´è il sindaco, gli assessori, i consiglieri, tutta la politica, davanti a fatti così gravi? Perchè sono tutti così bravi a fare retorica, mentre poi, quando ci sono FATTI da commentare, non parla nessuno? è una caratteristica di Bagheria e dei bagheresi? è paura, omertà, disinteresse, rassegnazione, o cosa?

argentovivog 04/02/2009 15.34
Il presidio del territorio, la trasformazione della"cosa pubblica" in Cosa Nostra, il sistematico uso della violenza, lo sconvolgimento delle regole economiche.Come il segreto di pulcinella , questa realtà, anche bagherese, non esiste senza operazioni di polizia, senza comunicazioni mediatiche che registrano lo stato di fatto.
Le vuote tautologie dei discorsi politici sull´antimafia bagherese andrebbero accolte con una sonora risata.
Ma..prevarrebbe più il riso o il pianto?

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