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Anno 2003: Bagheria intercettataSpeciale Talpe alla Dda. Inizia un viaggio in 16 puntate nel processo. Ecco come e perché, nel 2003, Bagheria fu uno dei centri più "osservati" d´Italia
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A cinque mesi di distanza dalla sentenza di primo grado, iniziamo un “viaggio” in 16 puntate nel processo “Talpe alla Dda” conclusosi con 13 condanne e una sola assoluzione. Passato alle cronache più per la pena (5 anni) inflitta all´ex governatore Salvatore Cuffaro che per l´asse mafia-politica-economia che è venuto alla luce, il processo ha avuto uno dei suoi fulcri principali a Bagheria, città in cui vivono molti degli imputati alla sbarra e nella quale si sono svolte buona parte delle intercettazioni. Il dossier di Nino Fricano analizzerà di volta in volta i vari aspetti emersi nel corso delle indagini e del dibattimento e che riguardano da vicino la città delle ville. Tutte le informazioni provengono da atti giudiziari al momento noti, in attesa che vengano depositate le motivazioni della sentenza di primo grado.
90011.it aderisce e sostiene la campagna "Arrestateci tutti. Disobbedire per informare” lanciata da Marco Travaglio contro il divieto di pubblicazione delle intercettazioni.
Microspie. Telecamere nascoste. Agenti in incognito. Nel 2003, gli occhi degli investigatori della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo sono tutti puntati su Bagheria. Il suo centro abitato è costantemente tenuto sotto osservazione, intercettato, filmato. Si seguono le mosse, si registrano gli incontri, si ascoltano le conversazioni di Michele Aiello, personaggio centrale di una grande indagine che sarà poi chiamata “talpe alla Dda” e che scoperchierà sconvolgenti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria. Aiello, e le persone a lui vicine, sono il “punto di convergenza” tra numerose vicende. Rapporti decennali con grossi esponenti della mafia. Gigantesche truffe ai danni della Regione. Gravissime rivelazioni di segreti d’indagine. E la città di Bagheria si rivelerà essere – andando avanti con le indagini - il luogo principe di tutto questo. Della mafia più spregiudicata. Del marcio più profondo.
Bagheria Intercettata. L’11 marzo 2003, un inferocito Salvatore Eucaliptus – figlio di Nicola, già condannato per mafia – trova una microspia nella propria Opel Corsa. Butta giù qualche parolaccia e poi la distrugge. Per gli investigatori è impossibile che si sia trattato di un caso. Dev’esserci stata una soffiata, di sicuro. Intanto, proprio in quei mesi, alcune telecamere nascoste filmano lo stesso Salvatore Eucaliptus ed il padre Nicola che si recano a Villa Santa Teresa, la clinica extra-lusso di Michele Aiello. Uno, due, tre volte. Le intercettazioni rivelano che gli Eucaliptus sanno perfettamente che Aiello è tenuto sotto controllo. Sanno pure che tutti quelli vicini all’“ingegnere” possono incappare in una “cimice” ad ogni passo.
Le informazioni girano, infatti. E Aiello ha degli informatori eccezionali. Sono Giuseppe Ciuro e Giorgio Riolo. Sono due marescialli, uno in servizio alla Dia, l’altro presso i Ros. Entrambi molto vicini agli ambienti della Procura ed entrambi dotati di un ampio portafoglio di conoscenze importanti, utilissime quando si tratta di recuperare informazioni. Soprattutto se riservate.
L’indagine della Procura Antimafia nei confronti di Aiello comincia nel dicembre 2002. Doveva trattarsi di una cosa segreta, come al solito. L’indagato non doveva sapere di essere indagato, come al solito. Ma questa volta è diverso. Ad appena qualche settimana dal suo inizio, l’imprenditore bagherese viene a sapere di essere nel mirino degli investigatori antimafia. Già nel gennaio 2003, infatti, potrà incaricare i suoi “collaboratori” Ciuro e Riolo, di dare inizio alla loro “indagine sull’indagine”. I due, nei mesi successivi, terranno Aiello al corrente degli sviluppi investigativi e degli umori interni alla Procura; e cercheranno anche di mettere i bastoni tra le ruote ai Pm Di Matteo, Prestipino, De Lucia e Pignatone. Michele Aiello viene informato dell’avvio dell’indagine da una terza “talpa”: Antonio Borzacchelli, ex maresciallo dei carabinieri, eletto deputato regionale nel 2001 nelle file dell’Udc.
Ma, oltre alle microspie, in città ci sono anche gli agenti in borghese. A Bagheria, infatti, girano decine di poliziotti della SCO (Sezione Criminalità Organizzata), e Aiello questo lo viene a sapere quasi subito. A dargli la notizia è una quarta “talpa”, Lorenzo Iannì, direttore dell’ASL di Bagheria, che lo aveva saputo dal dirigente del Commissariato cittadino. Man mano che passa il tempo, il clima si fa sempre più pesante. Il 15 ottobre, Borzacchelli e Riolo si incontrano a Piana degli Albanesi. Borzacchelli è allarmato, e cerca di mettere in allarme anche il maresciallo dei Ros. “Siete tutti intercettati” dice, ma Riolo non lo prende troppo sul serio. “Ha la mania delle intercettazioni” pensa, come ha dichiarato durante un interrogatorio dopo il suo arresto.
La rete riservata. Riolo, Ciuro e Aiello non hanno certo la mania delle intercettazioni, come Borzacchelli. Però a certe cose ci stanno attenti. A fine agosto, infatti, sperimentano una speciale “rete riservata” di telefoni cellulari (e schede SIM) per neutralizzare le intercettazioni nei loro confronti. Sono cellulari, acquistati sotto altri nomi, che costituiscono una sorta di “circuito chiuso”. Ogni cellulare di questi, infatti, non dovrà chiamare altre utenze, né fisse né mobili, ma potrà contattare soltanto gli altri cellulare della “rete riservata”. Queste utenze saranno usate, oltre da Aiello, Ciuro e Riolo, soltanto dai più stretti collaboratori del manager: il dottore Aldo Carcione, il ragioniere D’Amico, il geometra Rotondo e la sua segretaria personale, Paola Mesi.
Usando questo sistema, in teoria, è impossibile essere intercettati. E ciò rende Aiello e i suoi piuttosto sicuri. Liberi di parlare di cosa gli pare. Ma gli investigatori riescono lo stesso ad ascoltare le loro conversazioni. Tutta colpa di un’imprudenza della moglie di Ciuro, che alle 11.00 del 30 agosto 2003 chiama il marito con il telefono “riservato”: (Legenda: Ciuro: P; Moglie di Ciuro: F)
P: ma da dove stai chiamando?...
F: ah dal cellulare quello...
P: da quale ?... NO DA QUELLO FRANCAAA!! (grida... ndr)
F: ma scusamii... e che ne so non l´avevo capito...
P: E PORCA MISERIA eh!…(continua a gridare e attacca il telefono...ndr)
Grazie a questo autentico colpo di fortuna, dalla Procura potranno ascoltare le conversazioni effettuate dalla “rete riservata” da Aiello, Ciuro e Riolo fino al loro arresto, il 5 novembre 2003.
Nino Fricano
(1/16 continua)
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akenaton3 24/06/2008 0.38
Fatemi capire, c´è gente che è contro le intercettazioni?
Cioè, c´è gente che dice che la rete a circuito chiuso è stata scoperta per caso (grazie a delle intercettazioni) e quindi finisce il discorso dicendo che le intercettazioni sono inutili?
Ragazzi un pò di COERENZA!
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Salvuccio 23/06/2008 17.35
Di questa vicenda delle "talpe" ne hanno parlato in tutto il mondo, e noi che ci viviamo è come se fosse capitato da un´altra parte. Nessuno ne parla, i vecchietti ai bar preferiscono parlare di calcio....e quando si nomina la parola "mafia" lo si fa ancora sottovoce...ancora ce ne vuole, per cambiare davvero
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Onnj 23/06/2008 11.59
Da Siciliano che vive con distacco, la situazione mafia, mi viene da pensare che, grazie a voi di 90011, che tutti i giorni mi tenete informato di quanto succede a Bagheria, me ne date conferma di cosa può significare lotta alla mafia, non basta un magistratura onesta e capace, non è sufficiente dei bravi e capaci poliziotti per scoprire la criminalità mafiosa, non bastano le esternazione o le manifestazione politiche, per prendere le distanze dalla mafia, non è in distintivo di qualità essere di destra o di sinistra, sono i fatti sono il comportamento 24 ore su 24, ovunque tu ti trovi, qualsiasi cosa stai facendo, qualsiasi cosa in questo momento stai dirigendo, qualsiasi cosa ai necessita o per vivere con dignità, per curarti quando sei ammalato, per fare studiare tuo figlio\a.
Un comune a vari comune che fanno fallire il consorzio, che mi deve tenere pulito il paese, questo atteggiamento come lo definiamo? Tutti i concorsi o le assunzione sospetti, come li chiamiamo?
Consiglio “ IL GATTOPARDO” di leggere, o rileggere uno dei libri che ha descritto in modo chiaro cosa vuol dire potere, “come si può cambiare tutto per non cambiare niente, perché tutto rimanga come prima”
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Onnj 23/06/2008 11.46
Complimenti per la decisione presa di andare avanti e pubblicare quello che è di dominio pubblico,
teniamo ben presente che la mafia, in particolar modo non si può combattere con l’intercettazione, o con dei bravi magistrati e poliziotti. Fin tanto che non c’è volontà popolare e che il mortale cittadino non si sente sicuro della sua quotidiana vita, e che i suoi diritti continuano ad essere privilegi concessi da un qualcuno non può esistere lotta alla mafia, il magistrato giudica il reato, dobbiamo creare le condizione, sociale ,economiche ,politiche e culturale per impedire prima per combattere tutti noi la mafia. Dare sicurezza economica, cioè di avere la possibilità di un lavoro perché ti spetta e perché te lo meriti, perché sei professionalmente capace e impegnato, e perché lo hai conquistato anche con un concorso pubblico alla luce del giorno, onestamente, questa è una prima arma per iniziare una vera lotta alla mafia.
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GiuseppeP 23/06/2008 9.18
Senza questa "vergognosa ed illegale arma delle intercetazioni" come dici, molti crimini mafiosi non sarebbero mai stati scoperti......
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Ninni 23/06/2008 0.23
Faccio i miei complimenti alla redazione di 90011.it ,in primis per la solidarieta´ nei confronti di Travaglio, e poi per quanto fate per l´informazione sui fatti emersi durante il processo Talpe alla DDA. Cosi´ chi e´ ancora all´oscuro di quanto successo puo´ capire meglio lo stretto legame politico-mafioso che ha visto coinvolta Bagheria e i rispettivi protagonisti. Seguiro´ con estremo interesse le prossime puntate. PS:Mi chiedo se questa e´ giustizia , nel vedere tranquillamente passeggiare in via liberta´ in compagnia del suo fido amico a quattrozampe il sig.Borzacchelli ? E´ stato condannato ma intanto si concede il meritato riposo....
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Graham Poll 22/06/2008 23.43
Finalmente questa assurda, vergonosa ed illegale "arma" delle intercettazioni sarà presto ridimensionata..
E´assurdo pensare che i nostri magistrati siano in grado di avviare e portare avanti indagini solo grazie a questo strumento.
Altra considerazione: più che di un colpo di fortuna della procura, si tratta di una ingenuità del maresciallo Ciuro.
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