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Cose di Mafia

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Nuova intimidazione alla Coop La Sicilia

In fiamme macchinari edili in un cantiere di Godrano, si segue la pista mafiosa. Un anno fa la denuncia della ditta bagherese consentì l´arresto di un estorsore

06/11/2007

 

90011.it - Nuova intimidazione alla Coop La Sicilia                                                                                                                                                                                                                       La cooperativa edile ´La Sicilia´ di Bagheria è stata oggetto di un´intimidazione mafiosa. Ignoti si sono introdotti all´interno di un cantiere di Godrano, piccolo centro della provincia di Palermo, dando alle fiamme un escavaltore dal valore di alcune decine di migliaia di euro. Il fatto risale alla notte tra sabato e domenica, ma la notizia si è appresa soltanto adesso. L´episodio è stato denunciato alle forze dell´ordine che stanno tuttora indagando.

Già un anno fa la cooperativa era stata vittima di richieste di pizzo mentre era impegnata in un cantiere a Capo d´Orlando, nel messinese. In quel caso, grazie alla denuncia del presidente della cooperativa Carlo Tripoli, l´estorsore venne arrestato dai carabinieri e alla cooperativa giunse un plauso unanime da parte del mondo politico e della società civile.


Ma Cosa Nostra non ha mollato la presa e, seppur in un altra zona della Sicilia, è tornata a prendere di mira la ditta edile di Bagheria. Lunedì sera a Godrano, paese di circa 1.200 anime, si è svolto un consiglio comunale straordinario a cui hanno partecipato decine di cittadini e amministratori della zona, tutti schieratisi a fianco della cooperativa. Tra loro anche il presidente del Consiglio comunale Bartolo Di Salvo, l´assessore alla Legalità Gianfranco Licciardi, l´assessore alle Attività produttive Pietro Pagano, il consulente Pippo Cipriani e il sindaco di Bagheria Biagio Sciortino che ha sottolineato come «trent´anni fa attorno ad un attentato di questo tipo ci sarebbe stato un silenzio assordante, oggi nutriamo maggiore fiducia nel futuro».

Emblematiche anche le parole del primo cittadino di Villafrati, Giuseppe Vitale - anch´egli vittima in passato di intimidazioni - che ha ricordato a colleghi e gente comune che non basta il “rito” della solidarietà per alleviare la pressione di Cosa Nostra sulle imprese. Serve piuttosto – ha affermato Vitale – una sorta di patto civico tra gente e istituzioni per prendere le distanze dai mafiosi, che nei piccoli centri molti conoscono, ed evitare quotidianamente qualsiasi rapporto. Isolare la mafia è un passo decisivo per abbatterla.


G.R.

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