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Prenderà il via giovedì 25 ottobre una rassegna cinematografica per i cultori e gli appassionati della quanto mai celebrata settima arte. “Genere non genere” - questo è il titolo della rassegna – celebra un´idea di cinema diversa dall´usuale, che scavalca le concezioni classiche e che approda a qualcosa di nuovo. Non vuota ripetizione di stereotipi e luoghi comuni, ma visione critica, utilizzo consapevole di tutti gli strumenti che il cinema offre. Gli organizzatori dell´evento - gli esperti di estetica Clio Nicastro, Alessandro Pinto, Emanuele Crescimanno, Salvatore Tedesco e Liborio Rubino – hanno selezionato cinque pellicole che leggono (o rileggono) la materia cinematografica in maniera decisamente originale, cercando di interpretare, superare e trascendere gli stilemi del cosiddetto “cinema di genere”. Tutte le proiezioni avranno inizio alle 20.30 presso Palazzo Aragona Cutò.
Giovedì prossimo si parte con la proiezione di "Due o tre cose che so di lei”. Girata nel 1966, è tra le opere più celebri di Jean Luc Godard (nella foto), esponente di spicco della francese Nouvelle Vague. Prendendo come spunto la storia di una donna che si prostituisce, l´autore – laureato in etnologia - fornisce un ritratto iperrealistico e dissacrante della sua città, Parigi, i cui vizi e miserie vengono crudelmente messi a nudo. L´esasperato consumismo, il vuoto di valori e l´ossessione erotica che ne pervade i luoghi e gli abitanti, diventano gli elementi costitutivi della celeberrima capitale francese. Altre atmosfere per la seconda pellicola in programma, “Un bacio e una pistola” di Robert Aldrich, che verrà proiettata l´8 novembre per la gioia dei palati più raffinati ed esigenti. Il film, risalente al ´55, è stato recentemente nominato “culturalmente interessante” dalla libreria del Congresso degli Stati Uniti, e ancora oggi – nonostante l´età – viene celebrato, citato e rielaborato da decine di cineasti delle ultime generazioni.
Imperdibile il terzo appuntamento della rassegna, martedì 13 novembre, con “Gli spietati”, pellicola del ´92 di e con Clint Eastwood, che si aggiudicò ben quattro premi Oscar, tra i quali quello di "Miglior film" e di "Miglior regia". Nel film, uno stupendo wester movie, si respirano le indimenticabili atmosfere del cinema di Sergio Leone, grazie a cui lo stesso Eastwood diventò una star del cinema.
Previsto per martedì 20 novembre un film che rilegge in chiave innovativa un´epopea oltremodo abusata come quella del ciclo di Re Artù. “Lancillotto e Ginevra” di Robert Bresson spicca tra le altre produzioni del genere per il gusto raffinato, la forza visiva delle inquadrature ed un´attenzione maniacale per il dettaglio estetico.
Spazio alle sperimentazioni anche per l´ultimo film in rassegna, giovedì 29 novembre. Ne “Gli insospettabili”, pellicola del ´72 di Joseph Mankiewicz, vengono mischiati con maestria elementi del thriller e della commedia. Il risultato è un riuscitissimo film dal ritmo travolgente.
Nino Fricano
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