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Tre giorni di chiusura a causa delle cisterne rimaste a secco. E´ successo alla scuola materna “Francesco Castronovo” di via Libertà, uno degli asili comunali, dove le porte delle 9 aule del complesso sono rimaste sbarrate a partire da mercoledì 13 gennaio per via della mancanza d´acqua che ha fatto seguito al guasto alla condotta idrica di Scillato.
“Sicuramente la rottura e la conseguente riparazione della conduttura che rifornisce l’acqua ai paesi dell’hinterland palermitano è un evento non dipendente dalla volontà degli organi preposti al regolare funzionamento delle strutture scolastiche comunali – afferma Carla Tripoli, rappresentante dei genitori e componente del consiglio d´istituto del primo circolo, “Bagheria” - Di contro, riteniamo invece inammissibile che una struttura scolastica, dotata di una cisterna di ben 20.000 litri in grado di assicurare l’autonomia idrica per alcuni giorni, imanga per giorni priva d’acqua e che nessuno abbia provveduto all’invio di una auto-cisterna”. La richiesta, apparentemente banale, di fare ricorso alle autocisterne è stata avanzata fin da subito dalla scuola al Comune di Bagheria, ma pare sia rimasta lettera morta. Così la scuola ha dovuto chiudere i battenti: impossibile garantire i più banali servizi igienici senza la disponibilità dell´acqua. “In una giornata ordinaria di attività scolastica - continua Tripoli - vanno computati il costo degli insegnanti, del personale assistente e della fornitura dei pasti scolastici (i bambini dell’asilo di via Libertà, usufruiscono del tempo prolungato) a cui va aggiunto il costo sociale dei genitori-lavoratori (dipendenti pubblici e privati, liberi professionisti) che costretti ad accudire i figli devono rinunciare all’attività lavorativa. Quindi a fronte di una spesa modica nell’ordine di qualche decina di euro per il pagamento della fornitura d’acqua di auto-cisterna, si è gravata la collettività di costi economici e sociali elevatissimi”.
I genitori sembrano ora decisi a capire di chi siano le responsabilità e chiedono di avviare un´indagine conoscitiva. Anche perché non si tratta certo della prima volta che le scuole di Bagheria sono costrette a sospendere lezioni per problemi igienici. “Nei mesi scorsi ci siamo sottoposti per troppe volte al rituale dell’interruzione delle attività scolastica per la crisi-rifiuti e quest’ultima vicenda mina ulteriormente la fiducia sul funzionamento delle istituzioni e rende evidente che la crisi politica che attraversa la città” conclude Tripoli.
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