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“Condivido la scelta di uscire dal Coinres per inadempienza contrattuale, ma sono indignato perché la decisione venga presa da quel che è forse il maggior responsabile del fallimento del Coinres”. Ovvero il sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto che, con i suoi ritardi nei trasferimento delle quote, secondo l’opposizione, avrebbe gravemente contribuito al disastro finanziario del consorzio. Ci va già pesante Giuseppe Guttilla, segretario del Pd di Casteldaccia, che spiega anche un altro aspetto della vicenda rifiuti. “L’ultimo finanziamento della Regione, quei quattro milioni che hanno consentito l’uscita temporanea dall’ultima emergenza, non sono affatto soldi a pioggia. Si tratta invece di un’anticipazione straordinaria da un fondo di rotazione, che sarà integrato attraverso un piano di rientro con le somme trattenute ai comuni debitori”. In altre parole, la somma di 4 milioni concessa dalla Regione a fine novembre la pagheranno a poco a poco i comuni, che in futuro si troveranno a disposizione meno fondi del previsto. Soldi che verranno a mancare per servizi sociali, scuole, manutenzione stradale, eccetera. Non è la prima volta che il governo Lombardo adotta questa formula, che penalizza i comuni e – in pratica – li individua come principali responsabili del disastro rifiuti siciliano. “Un disservizio – continua Guttilla - causato soprattutto dalla mancata riscossione della Tarsu e dal mancato versamento delle quote da parte dei comuni inadempienti. Naturalmente la regione non potra’ garantire all’infinito i comuni inadempienti perché si fa un torto a quelle amministrazioni virtuose che sono in regola con i pagamenti ma si trovano comunque con le strade invase dai rifiuti. Occorre dunque che le amministrazioni locali si organizzino per riscuotere la tassa sui rifiuti, garantendo cosi’ un servizio essenziale ai propri cittadini. Perciò la scelta del sindaco di mantenere il ruolo di vicepresidente del cda del Coinres è contradditoria e non manifesta nessuna assunzione di responsabilità”.
Il segretario del Partito Democratico, inoltre, si esprime sugli argomenti che hanno tenuto banco negli ultimi giorni a Casteldaccia. Sulla proposta di monetizzare, ovvero di vendere, alcune aree verdi del territorio casteldaccese, ritenuta “inopportuna e inaccettabile” vista “l’assenza di spazi verdi pubblici”. “Piuttosto – continua - chiuediamo che venga fatto un censimento per individuare le aree e la loro metratura. E’ opportuno ricordare all’amministrazione che tutte le aree verdi oggetto di convenzione delle lottizzazioni devono essere rese effettivamente fruibili a tutta la collettività contrariamente a quanto avviene oggi”. Sull’assenza dei consiglieri di maggioranza, che ha portato all’annullamento di una due-giorni di consiglio comunale, provocando infuocate polemiche, Guttilla parla di “un fatto politicamente grave perché vuol dire che le proposte dell’amministrazione Di Giacinto non sono condivise dalla propria maggioranza perciò ritiene opportuno che il capogruppo chiarisca se ciò determinerà una difficoltà dell’amministrazione a continuare a governare”.
Nino Fricano
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gcamarda 21/12/2009 18.00
Pur non essendo un simpatizzante del PD, e meno che mai del PD di Casteldaccia, devo ammettere che stavolta Guttilla ha colto nel segno. A parte il fatto che è la maggioranza che deve difendere il numero legale in consiglio, e non certo l´opposizione che fa quel che può con i mezzi a propria disposizione, incluso ogni tanto l´ostruzionismo, ma come si possono continuare a difendere posizioni cosi assolutamente incoerenti (COINRES, consorzio Caltavaturo, TARSU etc etc) ?? La gente non è stupida, ha capito tutto......
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lorenzo 21/12/2009 12.31
aspettiamo i chiatimenti dal capogruppo di maggioranza Pino Fricano.
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