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Bagheria Calcio

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Il Città di Bagheria di ieri, di oggi e di domani. Intervista al ds Bartolone

Parla l’anima della società nerazzurra: “Bagheria fa parte della storia del campionato d’Eccellenza e con lo stadio nuovo potrà anche pensare in grande”

26/11/2009

 

90011.it - Il Città di Bagheria di ieri, di oggi e di domani. Intervista al ds Bartolone                                                                                                                                                                                  90011.it - Direttore, pare che dobbiate rivedere i piani di mercato. Paradossalmente si temeva per i problemi in attacco contando sulla seconda miglior difesa del torneo, ora invece bisogna puntellare proprio la difesa?
BARTOLONE - Francamente prima di alcuni infortuni pensavamo con il Mister di dare fiducia a questo gruppo e ritenevamo che non ci fosse bisogno di altri uomini in organico; ora con questa serie di infortuni è certo qualcosa dobbiamo fare. Non ci siamo fasciati la testa quando eravamo nelle ultime posizioni, non molliamo ora che stiamo per uscire dalle zone calde. Anzi continueremo a dare fiducia a questi ragazzi che tanto si stanno applicando in questo torneo.
90011.it - Possiamo senza paura di smentite affermare che Salvo Bartolone è l’anima del Bagheria, ci sono rumors che dicono che ci sia una cordata pronta ad intervenire per conferire una buon sostegno all’attuale dirigenza. Quanto c’è di vero in questo?
BARTOLONE - Ti ringrazio, ma voglio ribadire che qui c’è un intero staff dirigenziale che opera per il Bagheria, dal nostro grande presidente Peppuccio Provenzano a tutti i collaboratori con i quali abbiamo fatto un grande lavoro perché quest’anno si rischiava di non iscrivere la squadra al campionato. Si è vero c’è un interessamento di persone per il Bagheria, ma questa cordata, che è solida, ha chiesto precise contropartite, che si possono concretizzare nella gestione diretta dello stadio; è una condicio sine qua non. Per cui, la cosa dipende molto da fattori esterni. E’ una cordata di imprenditori molto vicina a Bagheria; sarebbe per noi troppo importante se queste persone riuscissero ad unirsi alla nostra cordata in questo percorso duro e allo stesso tempo bello del campionato di Eccellenza, perché noi del Bagheria siamo la storia del campionato di Eccellenza.
90011.it - Quello che ci hai detto è una cosa importante per la piazza bagherese e per i tifosi, ai quali dobbiamo dire di avere ancora pazienza perché forse si giocherà ancora a Casteldaccia e ai quali diciamo di stare vicini a questa squadra
BARTOLONE - Io dico a quei quattro amici tifosi, conoscitori dell’ambiente calcistico bagherese che mai come in questi momenti si dovrebbe stare vicini, perché noi siamo, senza volere fare vittimismo, senza un campo, senza uno stadio e ringraziando Sebastiano Benforte che ci ha dato la possibilità di giocare ed allenarci, ma in condizioni sempre disagevoli, in quanto se piove siamo in mezzo alla strada e spesso ci alleniamo sull’asfalto!
90011.it - Paradossalmente la finale di Coppa Italia quest’anno si gioca a Bagheria, in un campo che ancora non c’è?
BARTOLONE - Diciamo che c’è una ditta che sta lavorando benissimo e che nel prossimo mese di gennaio dovrebbe consegnarci il campo con il manto in erba sintetica, poi è chiaro che la federazione ha i suoi tempi, la sua burocrazia e quindi vedremo. Speravamo di fare sul nostro campo queste due grandi partite contro Akragas e Gattopardo ma come dicevo non credo che sarà possibile, occorrono ancora degli step perché la federazione dia il suo benestare.
90011.it - Da fine conoscitore di calcio, qual è stata la svolta tecnico-tattica di questo Bagheria, forse l’essere passati al modulo 4-3-3?
BARTOLONE - Ho notato che questo grande lavoro di Pino La Bianca con i giovani, alcuni alla loro prima esperienza in eccellenza, sta dando grossi frutti. Il mister esce tardi dal campo, per inculcare la sua dottrina ai ragazzi, ora si sono convinti di poter battere chiunque.Sono ragazzi animati da grande voglia di volontà ferrea di emergere. Il mister alterna il 4-3-3 con il 4-1-4-1, avendo questi giocatori,come dici tu dai piedi sopraffini, lui si può divertire a cambiare modulo; e poi studia molto durante la settimana gli avversari, la loro disposizione tattica i loro punti deboli e di conseguenza si adegua e fa le sue scelte.
90011.it - Chi tra i tanti giovani quello che ti sta dando le maggiori soddisfazioni?
BARTOLONE - Diciamo che è un ragazzino che ho voluto fortemente in questa squadra, e che sta crescendo di partita in partita ed è il Bimbo, io cos’ chiamo Fabio Lo Monaco, terzino sinistro, lui è un ‘91 con piedi buoni molta concentrazione aiutato dal grande capitano Mimmo Cannizzaro che si è sempre prodigato per dargli consigli.
90011.it - Di recente mister Bellomo ci aveva lanciato l’allarme del problema economico nel campionato di eccellenza. Ora ti chiedo come si concilia l’esigenza di bilancio, con la voglia che ogni società ha dentro sé di vincere e quindi esaltarsi e magari commettere follie, a meno che non subentri una cordata facoltosa come quella di cui ci hai accennato?
BARTOLONE - Con questa cordata c’è un accordo di massima, ma come ti dicevo c’è questa condicio perché sono persone serie e quindi per evitare problemi e fare una programmazione seria, vogliono la gestione dello stadio per introitare ed investire.Sono persone che hanno il nostro stesso dna calcistico e con le quali si possono fare discorsi molto interessanti per il Bagheria calcio Si è sollecitata l’amministrazione comunale che deve decidersi, è da tempo che aspettiamo, ci pare di capire che il comune sia orientato in questo senso. Noi non vogliamo la gestione per metterci i soldi in tasca, noi vogliamo introitare e rinvestire.
90011.it - Quanto costa un campionato di eccellenza per una media classifica?
BARTOLONE - io ti posso dire che un campionato faccio a certi livelli costa. Si parla sempre di cifre superiori ai 150mila euro.
90011.it - Ritieni che il campionato di eccellenza deve puntare sui calciatori navigati o deve necessariamente affidarsi ai giovani ed essere un serbatoio calcistico per il futuro? Perché parliamoci chiaramente, ognuno di voi alla fine vuole vincere?
BARTOLONE - Mi piace questa domanda e ti rispondo con molta sincerità. Io sono per affidarsi a tecnici capaci di lavorare con i giovani, perché il futuro di questo calcio sono i giovani, quelli navigati si devono mettere al servizio di questi ragazzi, non chiedere quelle cifre astronomiche e pensare solo ai fatti loro. Noi quest’anno cerchiamo di vincere questa battaglia, perché 8/11 juniores non è da tutti. Noi non vogliamo vincere, noi vogliamo dare un senso a quelli che sono i principi dello sport, di cercare di valorizzare sempre più questo vivaio,Anno scorso abbiamo vinto il campionato allievi e quattro ragazzi oggi sono in prima squadra. Ecco questo deve essere il segnale. Io invito tutte le società ad investire sui ragazzi perché sono il nostro futuro, sono loro che ci possono permettere di introitare e continuare ad investire su di loro. Un appello a tutti i miei colleghi direttori sportivi affinché si mettano dentro dei tecnici capaci di lavorare coi giovani. Con l’esperienza di La Bianca sia quest’anno che 5 anni fa stiamo facendo lo stesso percorso coi ragazzi. E ti dirò di più, e vado controcorrente: io penso che si possa vincere anche con i giovani. Noi abbiamo quest’anno una intelaiatura di juniores e dal prossimo anno e per i prossimi 5 noi abbiamo una squadra con la S maiuscola.
90011.it - La scelta di La Bianca dal punto di vista tecnico è ponderata? Mi spiego, lui è attento alla fase difensiva a differenza per esempio di Brucculeri che è più attento a quella offensiva.
BARTOLONE - Io preferisco La Bianca e stimo molto Brucculeri, che ha vinto un gran bel campionato lo scorso anno costruendo un bel gruppo. Io però mi tengo il mio allenatore che è molto attento, lavoratore e molto scrupoloso. Cerca nella fase difensiva e offensiva di leggere sempre al meglio la partita
90011.it - Il vostro rapporto con gli arbitri, sembra che tecnicamente siano molto peggiorati
BARTOLONE - Io sono sempre abituato a parlare poco degli arbitri, non mi sento di attaccarli, perché su questo materiale bisogna lavorare, c’è una crisi di vocazione, e quindi sono pochi quelli che vogliono fare gli arbitri. Dobbiamo aiutarli, ma loro dovrebbero cercare un incontro che ad oggi non è mai stato fatto. Noi auspichiamo un dialogo grazioso con loro. E poi non capisco queste designazioni CAI, si fa una specie di differenzazione tra noi e quelle che usufruiscono di questi arbitri, come se ci fossero società di A e di B e questo non va bene. Noi lo abbiamo capito, non siamo ingenui, ma va bene lo stesso.
90011.it - Che campionato stai vedendo quest’anno? Chi ti ha impressionato?
BARTOLONE - Vedo un campionato che rispetto ad anno scorso è più livellato, se migliore o peggiore ancora non lo so ancora, perché come dici tu nei tuoi servizi, chi ha i piccioli a dicembre potrà fare gli opportuni assestamenti, e quindi solo dopo di allora ti saprò dire come stanno le cose. La squadra che ha le caratteristiche per credere di poter vincere il campionato è la Gattopardo, però questa “scostanza” è strana, forse c’è qualcosa che non va, perché non è possibile che perdano come domenica in casa, è un brutto colpo. Li abbiamo incontrati alla seconda e poi nel prosieguo hanno dimostrato di aver qualcosa in più degli altri. Abbiamo incontrato anche il Favara, l’attuale capolista, ma sinceramente non mi ha impressionato, gli faccio i complimenti per come sta conducendo il campionato, ma è una squadra che noi abbiamo messo sotto. Nel primo tempo abbiamo dato lezione di calcio, poi l’inesperienza ci ha traditi.
90011.it - Anche in coda è dura?
BARTOLONE - Sì anche dietro è molto affollata, io preferisco guardarmi sempre le spalle, noi siamo ad un punto dal paradiso per evitare i playout,che è il nostro obiettivo, e la vittoria di Campobello è stata determinante.
90011.it - Come si svolge la campagna acquisti per Salvo Bartolone? Hai amici in giro o visioni personalmente i giocatori?
BARTOLONE - Il mio lavoro mi impegna tanto. Giro tanto, ma ho anche molti amici che mi forniscono le schede tecniche dei giocatori, perché è ovvio che non possiamo girare ovunque. Poi però la domenica è tabù, c’è solo la mia squadra, non c’è sky né niente, solo il Bagheria.
90011.it - A questo proposito hai toccato un punto cruciale, non credi sarebbe il caso di cambiare gli orari delle partite di calcio in eccellenza per dare maggiore visibilità e dignità a questo torneo?
BARTOLONE - Sarebbe bello giocare all’inglese: giocare tutti di sabato. Io faccio molto affidamento sul nostro grande presidente Morgana, che è uomo attento e serio. A lui facciamo un appello: incontra se hai la possibilità tutte le società affinché si possa giocare tutti il sabato, perché il calcio dilettantistico è l’anima del calcio professionistico e sarebbe opportuno forse arrivare ad un gesto estremo: ossia fermare il calcio dilettantistico per fare sentire la nostra voce, perché siamo in grosse difficoltà economiche e non è possibile che noi sosteniamo il calcio e riceviamo nulla. Pensa che cosa accadrebbe se si fermasse il calcio dalla serie D a scendere in tutta la penisola. In modo da discutere sulle nostre problematiche, giuridiche ed economiche noi non siamo il calcio povero quello che non conta, dobbiamo dare un segnale forte.
90011.it - Tra l’altro nel torneo di eccellenza ci sono capoluoghi di provincia come Enna, agrigento e le stesse marsala, Bagheria che sono realtà importanti
BARTOLONE - Queste realtà sono mortificate. E non è che vincendo io risolvo i miei problemi, andare in D è solo un altro passo, ma la federazione le istituzioni che cosa fanno per fare crescere il nostro movimento? Io penso che il problema sia il vertice, perché lassù in alto il calcio dilettantistico viene giudicato solo un contorno. E’ arrivato il momento che noi ci ritagliamo il giusto spazio che meritiamo
90011.it - Emblematico mi sembra anche l’atteggiamento dei media che per esempio in questa settimana hanno parlato solo del derby Palermo - Catania e stop
BARTOLONE - Se non ci fosse 90011 ed il tuo impegno noi saremmo praticamente degli emarginati. Noi non siamo dei professionisti, però questi signori devono accorgersi che noi esistiamo, che anche da noi possono arrivare suggerimenti. Ribadisco che se non ci fossi tu e la tua testata, noi saremmo oscurati senza voce e senza possibilità di dire la nostra, e questo in una città come Bagheria non è possibile.Noi ritieniamo di essere in grado di poter offrire il nostro contributo e perché no anche delle novità, quindi è giusto che venga dato anche a noi il giusto risalto mediatico che meritiamo. Perchè comunque noi siamo il Bagheria.
90011.it - Le soddisfazioni da un punto di vista professionale per Salvo Bartolone quali sono state? Oltre, immagino, la splendida vittoria in coppa dello scorso anno.
BARTOLONE - Io ho avuto tanti giocatori in questi anni, non ne voglio menzionare uno soltanto che mi ha dato soddisfazione, anche perché da noi si vive solo di ricordi, dare dei messaggi delle cose graziose ai giocatori perché un direttore sportivo deve essere uno psicologo, capire comportamenti in modo tale da fare rendere di più. Una sottolineatura la devo fare per il mio amico Mimmo Bellomo, il quale con me ha passato un anno fantastico. Lui sta facendo bene anche quest’anno bene con i giovani, ed un plauso va fatto anche alla società del Villabate perché come noi sta facendo leva sui ragazzi. Mimmo lo scorso anno ha fatto un grande lavoro, e poi la soddisfazione della coppa è un ricordo che in vita mia terrò per sempre, e non solo calcisticamente. Mi piacerebbe un giorno rincontrare Mimmo Bellomo, come tecnici perché ha dato e lasciato molto al Bagheria. Così come ho fatto con La Bianca quest’anno, al quale ho lanciato provocatoriamente la sfida “dai Pino facciamo quello che abbiam fatto 5 anni fa è bello allenare i grandi giocatori, i grandi campioni, ti vorrei vedere invece ancora con i giovani”. Lui mi ha risposto senza dubitare “non aspetto altro”.
90011.it - Qual è il sogno nel cassetto di Salvo Bartolone?
BARTOLONE - Uno. Potere giocare in un campo più presto possibile, che è quello glorioso del Bagheria, e vedere la tribuna nuova tutta piena di gente. Perché la società se avrà la disponibilità del campo, si impegnerà a fare subito i lavori per ripristinare la nostra tribuna coperta. Se ci danno la gestione dello stadio, faremo subito i lavori di ristrutturazione per la nostra tribuna e per i nostri tifosi. Uno stadio nuovo una squadra costruita per vincere e poter fare questa esperienza in serie D. E ti dico con questi giocatori.
90011.it - Questo è un sogno o c’è una precisa strategia?
BARTOLONE - Credo che sia più un discorso di programmazione, non mi voglio nascondere, con questi giocatori e qualche innesto che io ho intenzione di fare, penso che potremo raggiungere traguardi ambiziosi. Avere il nostro stadio ed avere tutto organizzato per andare in serie D. Perché se io oggi apro i giornali mi sento mortificato, lo spazio che viene dato all’eccellenza si riduce ad un trafiletto, mentre già le squadre di serie D hanno pagine intere con tutto quello che ne consegue. Come dicevamo prima anche la carta stampata non ci aiuta, non è un attacco, però i giornali non aiutano il calcio dilettantistico. Sono già loro a fare delle differenze tra serie D ed eccellenza, quando invece sono campionati dilettantistici entrambi. Ed il danno che ne consegue viene fatto soprattutto ai ragazzi, ai tanti giovani.
90011.it - A proposito di giovani facciamo un in bocca al lupo al mister Totò Maggiore ed ai tecnici delle giovanili bagheresi
BARTOLONE - Totò Maggiore è un educatore insieme a Cosimo Restivo di prima qualità, a Marchioni; noi abbiamo e vogliamo creare una sana competizione con le altre scuole calcio bagheresi però ci auguriamo che tutte le forze un giorno confluissero per il bene del Bagheria
90011.it - Come mai solo nella provincia di Palermo c’è un totale abbandono delle strutture? Solo in questa provincia si gioca ormai in campi di terra, vedi Bagheria, Carini, Villabate, Arenella, Parmonval
BARTOLONE - E’ un appello che dobbiamo fare ai nostri amministratori, che si occupino di più delle strutture sportive, che sono la base di una sana crescita per i tanti giovani. Non solo cemento e parchi. Signori amministratori la risorsa principale è lo sport, ed in particolare il calcio, il più amato dagli italiani. Ci diano la possibilità di giocare in campi idonei. Noi ringraziamo a tal proposito il sindaco Sciortino che hanno contribuito a fare questo stadio nuovo e che ci metteranno dopo Palermo ad essere la società fiore all’occhiello della provincia.
90011.it - Senti non possiamo esimerci dal fare la domanda che tutti gli ex ci chiedono. Ma con la squadra dello scorso anno, il Bagheria avrebbe vinto questo campionato passeggiando?
BARTOLONE - Penso proprio di sì. A questo proposito voglio salutare tutti i ragazzi che ci hanno accompagnato nella splendida cavalcata, da Isidoro Vabres, ad Angelo Restivo, Prestano ecc… a tutti auguro di fare bene lì dove ora sono, perché i ricordi belli restano sempre, e sono cose che restano per tutta la vita.
90011.it - Concludo con una provocazione, ma Isidoro Vabres a gennaio si allenerà nel nuovo stadio bagherese?
BARTOLONE - Isidoro è bagherese, lo conosco bene, calcisticamente è un bagherese, quindi gli auguro di stare bene con se stesso poi Bagheria gli amori non li dimentica!


Gianluigi Carlino

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Serena 27/11/2009 12.49
Volevo solo ricordare, perche´ non citati nell´intervista,
alcuni giorvani calciatori bagheresi juniores, che stanno disputando , in prestito , il campionato di promozione presso il Pro Casteldaccia, che attualmente si trova secondo in classifica.

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