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Appena una settimana fa il pari nel derby contro i nerazzurri del Bagheria, accompagnato dai cori dei tifosi giallorossi che accarezzavano il sogno promozione. Venerdì l´operazione antimafia della DDA di Palermo e lo choc dei supporter. Ci sono anche Salvatore Arena, patron del Villabate (secondo nella classifica del girone A d´Eccellenza) e suo figlio Marco nella lista dei 12 arrestati. L´accusa a loro carico non lascia spazio ad attenuanti: secondo i magistrati, il “presidentissimo” si sarebbe dedicato ad avviare l´agenzia di scommesse Intralot di via Giulio Cesare 56, inaugurata appena qualche giorno fa dopo una serie di rinvii. Successivamente l´agenzia sarebbe stata intestata a Marco Arena e Gianpiero Alaimo, rispettivamente figlio e genero di Salvatore Arena. Ma sulla reale paternità del centro scommesse i pm non hanno dubbi: alla cabina di regia ci sarebbe il reggente del mandamento mafioso villabatese, Giovanni D´Agati (anch´egli finito in manette all´alba di venerdì) intenzionato a riciclare denaro sporco utilizzando una rete di prestanome tra cui, appunto, gli Arena.
L´agenzia di scommesse puntava a creare un giro tutt´altro che ristretto. Era stata predisposta una costosa campagna pubblicitaria (un´inserzione a piena pagina è comparsa paradossalmente proprio oggi sul Giornale di Sicilia, a poca distanza dagli articoli di cronaca che raccontano le indagini e i retroscena che hanno portato agli arresti di venerdì mattina) e perfino sul sito ufficiale della società giallorossa - gestito direttamente da Marco Arena – c´è ancora in primo piano l´invito a visitare la nuova agenzia scommesse. “Il 12 febbraio 2009 alle 21:00 e´ stata inagurata la nuova agenzia di scommesse Intralot di Villabate in via Giulio Cesare 56” si legge, aggiungendo che “è gradita la visita di tutti i tifosi e giocatori”. Ora sono in tanti a temere che al tracollo del vertice societario possa seguire la disfatta sportiva. I giocatori, da parte loro, affermano di volere proseguire il loro cammino nei piani alti della classifica. Show must go on, insomma. Del resto, se per il Villabate le cose non vanno affatto bene, non fanno i salti di gioia neppure a Mazara (primo in classifica), altra società in cui il presidente, Vito Martino, è finito in carcere nell´ambito dell´inchiesta sul business dell´energia eolica del Trapanese. Sul muro online del sito ufficiale dello Splendore Villabate, intanto, da ieri mattina nessuno osa commentare. Non si parla né di calcio, né di arresti. Tutto tace. Domenica torna il campionato, chissà in quale clima.
Giusto Ricupati
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